l’arte di comunicare in modo positivo

…perfino con gli ex

Secondo appuntamentodelle apericene con la psicologa

e con Massimo Minuti    libraio, scrittore e biblioterapeuta, nonchè membro della Società Anonima Lettori,

per parlare di genitorialità e non solo, in collaborazione con l’associazione OneParente Piemonte.

In questo secondo incontro parleremo di comunicazione e assertività.

Cercheremo di conoscere i diversi stili di comportamento  e di capire come influenzino la qualità dei nostri scambi e delle nostre relazioni, portandoci ad affarmerci ed essere capiti, oppure  ad un inevitabilmente al conflitto

Vedremo che essere un tipo assertivo non è solo una dote innata, ma uno stile che si può imparare e che ci consente di comunicare efficacemente anche con gli interlocutori più spinosi…come i figli adolescenti o gli ex!

 

Fai parte di un’associazione? Gestisci un nido o uno spazio ricreativo? Oppure hai un gruppo di amici e vi piace confrontarvi sulle tematiche psicologiche? Siamo disponibile ad organizzare incontri a tema per associazioni e gruppi, anche presso il mio studio (capienza massima 18 persone). Non esitate a contattarmi per informazioni e costi al 347 10 74 314  oppure tramite email elena.sardo@relazionipositive.it

2-8 ottobre 2017

International Babywearing Week 2017 

 

Il BABYWEARING, portare addosso i propri bambini, si inserisce tra le pratiche di accudimento naturali, in grado di apportare molti benefici, primo fra tutti AIUTARE LA MAMMA A NON SCLERARE !!!

 

Portare addosso il proprio bebè,  come mezzo di trasporto, offre numerosi vantaggi pratici.

Spostarsi con un bambino piccolo può diventare un’impresa stressante!

Le città sono piene di barriere architettoniche e i luoghi pubblici non sono progettati per una mamma e il suo bambino: avete mai provato a fare la pipì in un luogo pubblico, da sole, con il vostro neonato al seguito? Non vale rispondere si, se siete all’Ikea.

Avere il proprio bimbo legato addosso vuol dire non doverlo mai lasciare da solo, nemmeno per un secondo, in un luogo non sicuro.

 

Con il proprio bimbo legato addosso si hanno entrambe le mani libere, per tenere un ombrello o la mano di un altro bimbo, o il guinzaglio del cane. Si può andare a fare la spesa o una passeggiata, in qualsiasi tipo di ambiente e con qualsiasi tipo di clima, sapendo che il bimbo sarà termoregolato dal contatto corporeo.

Il babywearing, però, non è solo “tras-portare”, ma una pratica di accudimento propria della nostra specie e comune a tutte le culture.

E’ un aiuto per la mamma a vivere gradatamente il passaggio tra il pancione e la relazione con il nuovo essere vivente “fuori da sé”.

Il contatto continuo, favorisce, infatti, la produzione dell’ossitocina, ormone fondamentale per l’allattamento, regolatore del tono dell’umore e alla base della creazione del legame di attaccamento.

La dipendenza assoluta del neonato, richiede energie continue: è un  lavoro da “contenitore” a tempo infinito.

Attraverso il babywearing questo compito può essere espletato in modo “automatico” e naturale, : il bambino viene contenuto e rassicurato semplicemente stando addosso alla mamma o al papà, attraverso il contatto, l’olfatto, il dondolio verticale e il dialogo tonico che si instaura.

La neomamma può ritrovare spazi per se stessa, senza dover per forza scegliere se rispondere ad un proprio bisogno, o al bisogno che il suo bambino ha di lei: perciò questo modo di accudire, è un’ottima prevenzione del baby blues.

Il portare consente  ai papà di fare un’esperienza intima e profonda con i loro bambini e di instaurare un precoce legame di attaccamento sulla base biologica della produzione di ossitocina. Per tutti gli adulti di riferimento del bambino, che abbiano il desiderio di portare, rappresenta un’esperienza gratificante, di relazione con lui, in cui essere coprotagonisti.

Il babywearing è una naturale incubatrice per l’esogestazione :

il contatto con il corpo dell’adulto, garantisce al neonato termoregolazione, regolazione del ritmo della respirazione, controllo del riflesso di Moro ed un filtro per le stimolazioni esterne.

Anche nel bambino, il contatto continuo, favorisce la produzione dell’ossitocina, l’ormone dell’attaccamento, che, con le sue proprietà psicoattive, è cruciale nello sviluppo cognitivo del comportamento sociale di tutti gli animali.

Il contatto fisico è uno degli elementi del processo di attaccamento, cioè della creazione del legame con i genitori, primo passo per la costituzione della base sicura, il mattone fondante della sicurezza in se stessi.

Stare al mondo è un’esperienza nuova e molto forte: grazie al contatto continuo offerto dal babywearing, il neonato non verrà attivato dagli stimoli ambientali, come variazioni di rumore, luce e temperatura, che lo metterebbero in uno stato di disagio e di ricerca dell’adulto, piangerà meno e sarà meno stressato.

I bambini più grandi, se portati addosso, beneficeranno di una stimolazione continua, non solo di tipo propriocettivo-vestibolare (cosa che avviene già per il neonato: ovvero i movimenti dell’adulto portatore stimolano il sistema muscolo scheletrico, come una ginnastica passiva), ma a livello dei cinque sensi. Il  nostro sistema nervoso si attiva e si sviluppa proprio grazie alle stimolazioni ambientali: per questo i bambini richiedono continuamente di essere stimolati e diventano irrequieti quando non hanno nulla da osservare e sentire! Essere portato da un adulto affaccendato,  appaga questo innato bisogno del bambino, che, soddisfatto, si addormenta, ritrovando così la condizione favorevole per il consolidamento e la rielaborazione delle acquisizione fatte durante la veglia.

Essere portati è anche un’importante “scuola” dei meccanismi socio relazionali, che regolano i nostri rapporti umani, un precoce “ingresso in società”, in cui il bambino non subisce passivo e in posizione di vulnerabilità incursioni di adulti nel proprio spazio vitale, come quando è in carrozzina o in passeggino, ma una vera e propria interazione sociale, viso a viso, a pari altezza, protetto dal contatto con l’adulto di riferimento.

E’ indispensabile, però, trovare il supporto giusto, quello più adatto a noi, rispetto alla praticità d’uso, a dove, quando e quanto lo useremo, in modo da non trasformare questa opportunità in un ennesima prova da superare.

Se hai dubbi e curiosità su questo modo di accudire il tuo bambino, non esitare a contattarmi

Bebè a bordo

 

 

 

OVVERO

COME RIFARSI UNA VITA SENTIMENTALE SENZA INCASINARE I FIGLI

dopo un lutto o dopo una separazione, la vita piano piano si riorganizza e si comincia a pensare di nuovo a se stessi, all’idea di essere felici con qualcuno, ad un nuovo amore.

 

Essere di nuovo felici è importante per voi e per i vostri figli, ma si corre il rischio di agire esclusivamente sulla scia dell’entusiasmo e dell’innamoramento, dimenticando cosa sarebbe meglio per loro, non solo per noi.

In questa incontro cercheremo di capire, non solo in che modo introdurre i nuovi partner all’interno del nucleo familiare, ma anche come godere appieno della nuova relazione e farla crescere piano piano.

Evento organizzato da One Parent, formula apericena, posti limitati

 

Sono disponibile ad organizzare incontri a tema per associazioni e gruppi, anche nel mio studio (capienza massima 18 persone). Non esitate a contattarmi per informazioni e costi al 347 10 74 314  oppure tramite email elena.sardo@relazionipositive.it

COME RIMANERE BUONI GENITORI

perchè

DAI FIGLI NON SI DIVORZIA

la separazione e il divorzio rappresentano la fine del matrimonio, ma non la fine della coppia genitoriale

 

In questo incontro cercheremo di capire come mettere in atto lo sforzo di distinzione tra il ruolo di genitori e quello di partner e come incentivare la capacità dei genitori di mantenersi uniti e concordi nella gestione della relazione educativa, condizione indispensabile affinché il processo educativo si realizzi con efficacia

La bussola che segnerà la rotta sarà il benessere dei propri figli

Evento organizzato da One Parent, formula apericena, posti limitati

 

Sono disponibile ad organizzare incontri a tema per associazioni e gruppi, anche nel mio studio (capienza massima 18 persone). Non esitate a contattarmi per informazioni e costi al 347 10 74 314  oppure tramite email elena.sardo@relazionipositive.it

ovvero

COME NON DARE RISPOSTE DEL CAVOLO ALLE DOMANDE SULLA CICOGNA

L’educazione all’affettività e alla sessualità è uno dei compiti educativi più importanti, ma anche uno di quelli che affrontiamo con maggior difficoltà

I dubbi maggiori riguardano:

  • Quando affrontare l’argomento?
  • Come affrontarlo?

in questo incontro cercheremo di chiarirci le idee su come, quando e cosa dire ai nostri figli sulle emozioni, il corpo e la sessualità, rispetto alle tappe evolutive.

Cercheremo di costruire insieme un piccolo vademecum, una traccia da seguire, per non dimenticare di affrontare i temi fondamentali, ogni volta che dovremo affrontare questo delicato compito educativo.

E parleremo anche di libri, ottimi alleati per creare dialogo con i figli, insieme a Massimo Minuti, libraio e biblioterapeuta

Evento organizzato da One Parent, formula apericena, posti limitati

 

Sono disponibile ad organizzare incontri a tema per associazioni e gruppi, anche nel mio studio (capienza massima 18 persone). Non esitate a contattarmi per informazioni e costi al 347 10 74 314  oppure tramite email elena.sardo@relazionipositive.it